giovedì 7 febbraio 2008

100 corsi dalle migliori univarsità del mondo (mondo americano)


L'online education database ha pubblicato una raccolta di 100 link a podcast audio e video di corsi universitari tenuti in università del calibro di Harvard, MIT e Berkeley.
Personalmente ho trovato molto interessante il corso sulla teoria delle stringhe.
Agli interessati....break on through to the other side!

eSolar finanziata da Google con 10 milioni di dollari

Google.org, il sito che si auto descrive "The philanthropic arm of the company" del famoso motore di ricerca, ha recentemente finanziato la eSolar con 10 milioni di dollari.
Alla base della donazione vi è l'iniziativa di Google che mira a studiare e, quando possibile, a tentare di risolvere le grandi problematiche con le quali l'umanità deve ormai quotidianamente fare i conti: i cambiamenti climatici, l'effetto serra, la povertà, l'educazione e malattie.
Ad ora Google.org dichiara di aver speso 20 milioni di dollari per sostenere una delle 5 iniziative portate avanti dal sito, ovvero quella che spera di abbattere i costi di produzione di energia ricavata da fonti rinnovabili, tanto da renderla più economica dell'energia ricavata da combustibili fossili.


Ebbene, 10 di questi milioni sono stati investiti appunto nella eSolar, compagnia che commercializza moduli termo-solari per la produzione di energia.
La tecnologia di eSolar si basa principalmente su serie di specchi relativamente piccoli che orientano il riflesso della luce solare su serbatoi, all'interno dei quali un liquido viene portato ad alta temperatura fino a vaporizzare, per azionare successivamente un generatore.
La eSolar afferma che, a differenza di altre tecnologie solari termiche, che fanno utilizzo di specchi parabolici e torri energetiche, la strategia da loro adottata sarebbe la più economica per la produzione di energia elettrica.
Chissà se ne è al corrente Carlo Rubbia...


Ad ogni modo la eSolar sembra molto sicura di poter ottenere risultati concreti, e a quanto pare anche Google: le loro unità standard producono 25 Mw di corrente elettrica.
Esse possono essere installate ad libitum, permettendo un totale anche maggiore a 500Mw.

Inoltre la eSolar sa colpire con frasi ad effetto per esempio cosa ne dite di questa?

Covering 1% of the Sahara Desert with eSolar power plants would provide enough electricity to power the entire world.



venerdì 25 gennaio 2008

Boinc client - how to

Boinc (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) è un middleware sviluppato inizialmente per sostenere il progetto di Seti@home.
Tuttavia col passare del tempo boinc ha dato il suo supporto anche ad altri progetti di calcolo distributo, come per esempio la World Community Grid, progetto avviato dall' IBM, che intende essere la più grande rete di calcolo distribuito a beneficio del genere umano.
Il sistema boinc è suddiviso in due componenti: un server (su sistemi linux) che si occupa di scaricare applicazioni alle quali viene affidato il lavoro 'scientifico' vero e proprio e i relativi pacchetti di dati da elaborare, e di coordinare le istruzioni da processare in base alla disponibilità di CPU.
Per svolgere tali compiti il server boinc si avvale di Apache, MySQL e PHP.

Il client boinc svolge altre diverse mansioni come comunicare con i siti dei vari progetti, rendere possibile il login, assicurarsi che i dati siano aggiornati e garantire una facile consultazione dello stato d'avanzamento di un progetto tramite il boincmgr, il manager per boinc provvisto di un interfaccia grafica.

Sotto linux il client boinc viene lanciato generalmente come demone.
Questo significa che, fra l'altro, non si è costretti ad avviarlo manualmente all'inizio di una nuova sessione.

Se avete una distribuzione debian-like probabilmente troverete i pacchetti precompilati nei repository; in questo caso dovrete scaricare i pacchetti boinc-client e boinc-manager con un semplice

$ apt-get install boinc-client boinc-manager
Se invece avete una distribuzione differente potete scaricare il tutto direttamente da qui.
Ovviamente vi sono anche versioni per Windows e per Mac di cui non vi è reale bisogno di spiegarne l'installazione.

Prima di avviare il boincmgr per la prima volta (sempre in ambito Linux) è necessario impostare una password editando il file gui_rpc_auth.cfg locato nella directory di installzione di boinc:

$ cd ~boinc/
$ paralipomenidellabatracomiomachia >
gui_rpc_auth.cfg

così facendo abbiamo impostato la nuova password: provate a battermi in originalità :)
Adesso possiamo finalmente avviare il client ( se abbiamo riavviato non dovrebbe essere necessario) e il boincmgr.
Dopo esserci registrati attraverso la comoda interfaccia a uno dei siti offerti dal progetto, sarà possibile avviare boinc.

Ai successivi avvii dovrebbe apparirci un messaggio di errore che recita pressappoco così:

Authorization failed connecting to running client.
Make sure you start this program in the same directory as the client.

A questo punto non ci basta che selezionare il compurter dal quale vogliamo avviare il nostro account, selezionando l'opzione select computer dal menù advanced.
Inseriamo localhost e la password precedentemente salvata e il gioco è fatto.

giovedì 24 gennaio 2008

Grid computing - Seti & Folding


Il grid computing, come detto precedentemente, è quella branca del calcolo parallelo che consente a più computer di agire di fatto come un grande supercomputer.
In realtà il termine grid computing può essere riferito a altre due o tre situazioni, come per esempio il collegamento di diversi cluster tramite dei nodi.

Per comodità utilizzerò il termine grid computing come riferimento alla prima situazione, nella quale più computer collegati tramite la rete simulano un supercomputer (diciamo un supercomputer virtuale) tramite l'utilizzo di middleware.

Ora, storicamente nell'ambito del grid computing volontario, ovvero progetti che utilizzano questa metodologia di calcolo grazie alla partecipazione di cittadini,(diciamo persone per evitare di rivelarmi come quel francese sovversivo che sono) che danno il loro supporto spassionato, due sono i progetti che hanno fatto la storia: si tratta di seti@home e di folding@home.

Il più vecchio dei due, seti, venne lanciato nel lontano 1999 :) come progetto per la ricerca di intelligenza extraterrestre cercando possibili segnali radio ricavati passivamente dal telescopio Arecibo.
Passivamente vuol dire che il telescopio viene utilizzato per altri progetti scientifici, e che i segnali radio vengono semplicemente raccolti durante il normale funzionamento dello stesso.
I segnali sono poi digitalizzati e spezzati in più parti che poi vengono studiate singolarmente da diversi computer.

Folding@home si occupa invece della sintesi di proteine e di altre dinamiche molecolari.
A partire dal 2006 questo progetto ha reso disponibile la computazione anche sulle PlayStation3, mettendo a disposizione un middleware apposito.
Grazie a questo accorgimento il progetto ha raggiunto nel 2007 una capacità d calcolo stabile superiore al petaFLOPS, con picchi di 1,5 petaFLOPS.
Per dare un termine di paragone top500 offre una lista dei maggiori supercomputer al mondo; attualmente il Blue gene dell'ibm, il più potente supercomputer al mondo raggiunge picchi di calcolo di 478.2 teraflops.

lunedì 21 gennaio 2008

Parallel computing - introduzione al calcolo parallelo

Questo è il primo post che ho deciso di dedicare all'argomento del calcolo parallelo, dopo essermi imbattuto per la seconda volta nel progetto BOINC, di cui parlerò più avanti.

Il calcolo parallelo è una tecnica di computazione che, attraverso l'esecuzione simultanea di codice su computer o core differenti, punta ad aumentare le prestazioni di un sistema.
Il principio sfruttato è concettualmente semplice: si tratta di spezzare un grosso problema in svariati sottoproblemi più facili da risolvere, ciascuno dei quali viene risolto singolarmente dai diversi computer.

Questo approccio alla risoluzione dei problemi di calcolo è già utilizzato da parecchi anni dalle aziende del settore, soprattutto per quanto riguarda i supercomputer che si avvalgono principalmente dell'elevato numero di cluster o processori per risolvere i calcoli nel minor tempo possibile.

DIVERSI TIPI DI CALCOLO PARALLELO

l calcolo parallelo può essere suddiviso nelle seguenti modalità, in base all'hardware utilizzato e alle modalità di calcolo.

  • Calcolo multicore: è il calcolo parallelo che sfrutta le tecnologie multiprocessore, ovvero singole macchine funzionanti con più processori; per fare un esempio i processori intel core 2 duo e quad sono processori multicore, con due e quattro distinti processori montati sullo stesso computer. Anche la Play Station 3 utilizza un processore multicore, il Cell Broadband Engine(o tempora o more!).
  • Cluster: gruppi di computer similari, strettamente connessi tra loro, tanto da poter essere considerati un singolo compurter. I più grandi supercomputer al mondo si basano su questa tecnologia.
  • Massive parallel processing:similare ai cluster, a differenza dei quali però, utilizzano un numero maggiore di processori, ognuno dei quali con la propria memoria e copia del sistema operativo, e sono connessi tra loro attraverso connessioni ad alta velocità.Il Blue Gene/l è uno di questi.
  • Grid computing: è una sottocategoria del calcolo distributo; i computer sono connessi tra loro attraverso Internet, cosa che rende possibile lo scambio di informazioni a grande distanza e permette una dislocazione maggiore ( la maggiore in effetti) della rete. I casi più conosciuti di grid computing sono Seti@home e Folding@home, due progetti che si occupano della ricerca di vita extraterrestre e della sintesi di proteine. Questi progetti utilizzano spesso dei middleware, ovvero software che lavora fra il sistema operativo e le applicazioni, per gestire il traffico di rete e l'utilizzo di cpu. Il più conosciuto è appunto BOINC.

domenica 13 gennaio 2008

Johnson Thermoelectric Energy Conversion System

Qualche giorno fa ho trovato un articolo su popular mechanics riguardante un metodo totalmente innovativo per la produzione di corrente elettrica, partendo dal sole come fonte di energia.

L'elettricità non viene creata dal movimento di turbine grazie al vapore creato da specchi, come nelle centrali termo-solari o da cellule fotovoltaiche, come nei classici impianti "a la googleplex".
Con questi metodi il rendimento massimo garantito dalle moderne tecnologie si aggira attorno al 30 %.
Citando dal sito dell'inventore Lonnie Johnson, fra le altre cose reso per ora assai più celebre da una sua precedente invenzione, sbarcata in Italia con il nome di super liquidator:

The JTEC is an all solid-state engine that operates on the Ericsson cycle. Equivalent to Carnot, the Ericsson cycle offers the maximum theoretical efficiency available from an engine operating between two temperatures. The JTEC system utilizes the electro-chemical potential of hydrogen pressure applied across a proton conductive membrane (PCM).

Il JTEC (Johnson Thermoelectric Energy Conversion System n.d.t.) è un meccanismo funzionante interamente nello stato solido che opera nel ciclo di Ericsson.
Equivalente al ciclo di Carnot, il ciclo di Ericsson offre la massima efficienza teoricamente raggiungibile da una macchina operante fra due temperature. Il sistema JTEC utilizza il potenziale elettro-chimico della pressione dell'idrogeno applicata attraverso una membrana conduttrice di protoni. (T.d.cobolde)
A quanto pare, stando a ciò che scrive popular mechanics, Lonnie Johnson prevede di raggiungere un rendimento del 60% in una macchina lavorante a 600 gradi centigradi.
Inutile dire che se ciò si realizzasse questa scoperta sarebbe una pietra miliare nella ricerca di energie rinnovabili, e non solo.

Per adesso però il progetto mi sembra troppo acerbo per potersi sviluppare in tempi brevi, anche se il finanziamento del direttore del programma della National Science Foundation, Paul Werbos sembra essere un buon inizio.

venerdì 11 gennaio 2008

Nuova icon feed


Ho fatto su due piedi un icona un po' più carina per il feed rss, al posto di quella predefinita di feedburner, che fra le altre cose è appena stata acquisita da google.
Il metodo più veloce, pratico e soprattutto sicuro per uploadarla è risultato quello di scrivere un nuovo post e mettere in rete l'immagine.
Per cui, se vi piace potete tranquillamente utilizzarla anche per il vostro sito.