Un gruppo di ingegneri alla Michigan University sono riusciti a mettere a punto un nuovo metodo per trasferire le proprietà delle unità nanoparticellari (come i nanotubi) a di dimensioni tangibili.
Agglomerati nanoparticellari sono infatti incredibilmente resistenti ma così non sono le strutture create da agglomerati di nanotubi.
Il processo consiste nell'assemblaggio di più strati di nanoparticelle attraverso un braccio meccanico alla cui estremità si trova un pezzo di vetro delle dimensioni di un chewing-gum , sul quale vengono creati i singoli strati.
I vari strati vengono depositati uno sopra l'altro e uniti tramite alchol polivinilico, un polimero che agisce come una colla a livelli microscopici.
La struttura creata dai vari strati di nanoparticelle e dal polimero dà vita a legami a idrogeno che sviluppano il cosiddetto "Velcro effect", una delle ragioni della forza del materiale.
Un atlro motivo della resistenza di questo materiale è l'assenza di imperfezioni microscopiche e la particolare struttura alternata, come dei mattoni.
Nessun accenno però ai costi di produzione, che presumibilmente non sono ancora così bassi da permetterne la commercializzazione, anche per via della laboriosità del processo stesso: per ottenere una pellicola dello spessore di una busta di plastica è necessario assemblare 300 strati di nanoparticelle.
giovedì 27 dicembre 2007
Nuova plastica - resistente come l'acciaio
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